vicenzAcustica
Il Giornale di Vicenza
Lunedì, 7 Aprile 2008
Concerto.
Al Teatro Astra la quarta edizione dedicata alla chitarra blues, country & bluegrass, irlandese, scozzese e swing
di Stefano Rossi
La quarta edizione
di vicenzAcustica tenutasi al Teatro Astra ha
avuto un particolare interesse per gli
appassionati di chitarra acustica per diversi
motivi. Anche perché quest'anno i protagonisti
della serata - l'inglese Chris Newman e il
genovese Paolo Bonfanti, oltre all'organizzatore
Roberto Dalla Vecchia - hanno espresso tre stili
abbastanza diversi tra loro. Più country &
bluegrass Dalla Vecchia, irlandese, scozzese e
swing Newman, blues Bonfanti. Questa differenza si
notava anche dagli strumenti utilizzati: la
chitarra di Dalla Vecchia era più "country", dalla
voce forte ma cristallina; lo strumento di Newman
era più "jazzy", con la cassa tagliata per
raggiungere anche gli ultimi tasti del manico;
infine, l'acustica di Bonfanti era chiaramente
"bluesy". Ma i tre artisti hanno saputo trovare
anche terreno comune per i momenti del concerto
collettivi.
Roberto Dalla Vecchia è stato un
perfetto "padrone di casa", che ha aperto il
concerto invitando subito sul palco Newman, per
eseguire un pezzo tradizionale che ha mostrato
appieno le capacità artistiche e il feeling dei
due. Più sanguigno invece il piglio di Bonfanti,
che ha suonato con Dalla Vecchia un paio di brani
di Neil Young, tra cui una bellissima "Long Walk
Home" con lo slide.
Le parti singole dello
spettacolo sono state aperte dall'ospite,
dimostratosi ancora una volta musicista di grande
gusto e capacità tecniche, con un tocco magistrale
e una dolcezza nelle composizioni degna di nota.
Nel corso del suo set sono state splendide
soprattutto "Grateful" (che dà il titolo al suo
ultimo album) e "Fly High", dal cd "Sit Back".
Bastava chiudere gli occhi per ritrovarsi in una
prateria sconfinata, che esiste in ogni Paese ma
della quale molti purtroppo non si
accorgono.
Il palco è quindi toccato a Chris
Newman, dal suono molto più "diretto" e uno stile
sempre a cavallo fra passato e presente. Molte
delle sue composizioni si rifacevano infatti allo
swing americano. Particolarmente intense le
proposte legate alla tradizione irlandese e
scozzese. Bellissima la sua nuova composizione
intitolata "Nr. 23", talmente nuova da... non
avere ancora un titolo, come ha ammesso con ironia
il musicista. Per questo porta il nome
citato.
Un breve intervallo, poi sul palco è
salito il terzo musicista. Paolo Bonfanti, in
confronto agli altri due, era tutt'altro. Il blues
è infatti il suo background e si è sentito. Nella
sua performance si sono susseguiti brani della
tradizione (come quelli di Muddy Waters) ma anche
pezzi propri, sempre legati al blues, come la
bellissima "De longo in gìo" (in dialetto
genovese..., il titolo significa "Sempre in giro")
che, dedicata inizialmente alla vita dei
musicisti, è stata estesa a tutti coloro che per
lavoro trascorrono gran parte della giornata sulla
strada.
Blues e swing sono stati il terreno
comune della jam finale, quando ciascuno dei tre
musicisti ha messo il proprio stile a disposizione
dell'insieme, con un risultato decisamente
importante.
Applausi a scena aperta alla fine
della serata, con la promessa di rivedersi il
prossimo anno. E potrebbero esserci novità sul
luogo della kermesse...
Roberto Dalla Vecchia

