Folk Bulletin

Sit Back

Recensione di Paolo Zara

Sit Back Cover

"Open Space", il precedente album di Roberto Dalla Vecchia, chitarrista vicentino flatpicking e fingerpicking, eccellente discepolo di Beppe Gambetta, risaliva all'ormai lontano 1998: si trattava di un lavoro prevalentemente orientato verso la musica country, anche se la gran parte dei brani era composta personalmente dal Nostro.

Il nuovo lavoro, "Sit Back", senza assolutamente rinnegare la precedente esperienza, alza le vele verso nuove terre, proponendosi di coniugare la cultura musicale nord-americana e quella mediterranea. Il risultato è ottimo: Roberto Dalla Vecchia realizza un'opera dolcissima e intrigante, dalle melodie tecnicamente ineccepibili, capaci al tempo stesso di creare atmosfere sognanti che sgorgano dai semplici accordi della chitarra, con pochissime sovraincisioni e l'unico supporto, in alcuni pezzi, del violoncello di Stefania Cavedon e del contrabbasso di Toni Moretti.

Difficile segnalare i brani migliori: a noi sono particolarmente piaciuti la traccia di apertura "Trust Your Instincts", molto "instintivo", ma anche estremamente elegante, "Fisher's Hornpipe/Scotland", doveroso omaggio alla tradizione e al grande Bill Monroe, "Whispering Grove" in cui la chitarra e violoncello creano un effetto di grande suggestione, "Duck Dance" e "Fly High", il primo dalle agili sonorità irlandesi, il secondo un tango di atmosfera mediterranea, due ottimi esempi della ricerca "globale" che sta alla radice di questo lavoro.

In conclusione, un ottimo disco, indicato a tutti gli amanti di musica acustica e del suono della chitarra in particolare, ma anche a coloro che vogliono ascoltare delle melodie affascinanti che a ogni ascolto attento rivelano nuove emozioni.